La mia storia

Mi chiamo Ketti Bordignon e la mia passione per il cucito è nata quando ero molto piccola.

A tre anni ho imparato a fare il punto croce guardando mia mamma preparare il mio corredo per la scuola dell'infanzia. Poco dopo ho iniziato a osservare mia nonna lavorare a maglia e ho voluto imparare anche quello.

Da allora non ho mai smesso di creare.

Ricamo, uncinetto, maglia, piccoli gioielli, abiti per le bambole: ogni cosa che poteva essere realizzata con le mie mani diventava per me un modo per imparare qualcosa di nuovo.

Crescendo, quella curiosità si è trasformata in una scelta. Ho studiato moda, approfondendo il disegno, la modellistica e la confezione, ma soprattutto ho iniziato a cercare il mio modo di costruire un abito.

Non mi bastava imparare a realizzare un modello. Volevo capire come farlo vestire davvero bene, come correggere un difetto, come scegliere il tessuto giusto e come trasformare un'idea in qualcosa che appartenesse completamente alla persona che lo avrebbe indossato.

Per questo ho scelto di fare esperienza prima di costruire la mia realtà.

Ho lavorato nel mondo della moda e della sartoria, imparando la precisione della costruzione, le tecniche sartoriali e quelle rifiniture a mano che ancora oggi considero parte essenziale di un capo ben fatto.

Poi ho scelto di andare ancora più in profondità, trasferendomi a Milano per specializzarmi nel ricamo di alta moda. È stato un percorso che mi ha portata a lavorare su capi unici, a vivere i fitting, le sfilate e il backstage e a conoscere da vicino la cura necessaria per portare un abito dalla prima idea alla passerella.

Tutto quello che ho imparato mi ha portata fino a qui.

Oggi per me la couture significa creare qualcosa che non esiste ancora.

Un abito che nasce dall'ascolto, dal desiderio e dalla personalità di chi lo indosserà.

Non credo in un abito semplicemente bello. Credo in un abito che sappia valorizzare una persona, seguirne il corpo, farla sentire a proprio agio e raccontare qualcosa di lei.

Per questo ogni mia creazione nasce per essere unica: dalla scelta dei materiali alla costruzione del modello, dalla vestibilità alle rifiniture, ogni dettaglio viene pensato per quella persona.

La mia prima collezione è stata il primo passo concreto di questo progetto. Uno di quegli abiti avrà presto l'opportunità di arrivare al Festival del Cinema di Venezia, portando con sé una parte di quel sogno che ho iniziato a costruire tanti anni fa.

Ma questo è solo l'inizio.

Il mio desiderio è far crescere questa realtà e portare la mia idea di sartoria sempre più lontano, anche oltre i confini del mio territorio. Voglio che un capo creato interamente per una persona possa raggiungerla ovunque, attraverso un percorso di consulenza e progettazione su misura anche a distanza.

Perché la couture, per me, non è soltanto un abito.

È il momento in cui un'idea diventa realtà, prende forma e diventa parte di chi la indossa.

È questa la sartoria che voglio costruire.